Agosto 2017

La storia della Scuolina iniziò con Aly Makadji.

Aly prese la strada per il bosco e apparve a casa di Malò con un quaderno e una penna in mano:

— Voglio imparare l’italiano

Aly fu fra i primi di quei tredici che parlavano dieci lingue diverse.

Aly spiccava. Mi metteva in difficoltà, un po’ perché parlava un francese strano ma soprattutto perché oltrepassava a piè pari i miei pregiudizi. Saltava e me lo ritrovavo dall’altra parte, oltre. Avrà pensato che ero un po’ stupido. Forse aveva ragione. Le sue domande puntavano oltre ciò che mi pareva probabile.

Aly era fiero, spavaldo. Prendeva e andava, aveva da andare lui, sapeva dove andare. Non aveva tempo per orpelli. Veloce, capiva alla prima. Fra i primi a usare i computer riciclati con Linux.

Aly era malato. Non pareva proprio ma se ne accorse Elettra alla Scuolina:

— Perché vai di continuo in bagno?

Di lì a poco fu riacciuffato per un pelo. Alcune di noi lo assistettero all’ospedale per imparare a farsi la terapia e nei meandri della burocrazia sanitaria.

Aly imparò e continuò a andare alla sua maniera.

Aly sui presenta a casa mia con Salif e un obiettivo preciso:

— Noi vogliamo fare scuola privata, alla Scuolina c’è troppo casino.

Promettemmo di seguirli meglio.

— Quanti anni hai?

ci chiedeva Aly…

— Da noi tutti morti!

diceva ridendo come un matto.

Ciao Aly