Oggi è stata una giornata importante per la scuolina di Poggio. Nonostante fosse martedì, la piccola stanza sotto la chiesa è rimasta vuota. Abbiamo preso i nostri ragazzi e siamo andati davanti alla prefettura a Firenze  per partecipare ad un presidio pensato “per chiedere che vengano ritirati i recenti
provvedimenti prefettizi relativi alla gestione dei CAS (Centri di
Accoglienza Straordinari) della Provincia di Firenze, provvedimenti con cui si limita la libertà di movimento e si sottopongono a misure poliziesche di controllo i richiedenti asilo ospiti di tali strutture.”

Nella fattispecie, la protesta si rivolge a due circolari che il prefetto ha inviato ai gestori dei centri d’accoglienza: nella prima si invita a monitorare il flusso della corrispondenza degli ospiti del CAS, aprendo i pacchi in entrata e segnalando eventuali acquisti ritenuti non conformi alle entrate finanziarie del soggetto .

Nella seconda si delinea un coprifuoco per gli ospiti del CAS che va dalle 20:00 alle 8:00, con deroga per specifiche attività e previa autorizzazione della prefettura.

Oggi non abbiamo imparato la grammatica: abbiamo mostrato ai nostri ragazzi che i diritti umani sono qualcosa per cui vale la pena combattere, anche se in pochi e sotto la pioggia; abbiamo dato loro la possibilità di esprimersi nell’idea che un paese democratico tutela il diritto alla manifestazione, alla protesta e soprattutto alla parola. Siamo rimasti insieme a parlare, a confrontarci, a ridere e a scherzare: abbiamo creato una comunità di persone dettata dalla comunanza di valori e non dalla somiglianza della pelle o della nazionalità. Abbiamo coltivato quelle competenze che rendono l’uomo parte di una collettività sana e rispettosa del prossimo. Al grido “siamo tutti fratelli” e “no al razzismo” abbiamo gettato i semi per quella che si spera sia la nuova generazione di giovani pronta ad affrontare la vita con la consapevolezza di dover giudicare chi si ha davanti non dal paese di provenienza, ma dall’umanità che comunica.

Il nostro piccolo laboratorio si è assunto l’impegno civico e civile che ogni istituzione scolastica dovrebbe offrire ai propri ragazzi: oggi abbiamo ricordato loro i diritti, restituendo al nostro paese un briciolo di dignità.

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